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L’attività proposta ha lo scopo di avvicinare i diversamente abili all’ambiente acquatico e di palestra, nella convinzione che, in tali ambiti, si possano realizzare finalità di integrazione, di diritto al movimento e di diritto allo sviluppo, inteso in tutte le sue accezioni. In questo senso crediamo di contribuire a garantire pari opportunità esperienziali, sia di tipo psicomotorio, sia di tipo affettivo-sociale, per tutti. L’obiettivo è quindi permettere che anche bambini, ragazzi e adulti con diversi tipi e gradi di difficoltà, possano sperimentarsi per esempio con l’acqua, nell’acqua e con gli altri. Nelle attività in piscina, per esempio, significa sperimentare il proprio corpo confrontandosi con le facilitazioni, le possibilità, la diversità e i limiti che comunque l’acqua offre e impone. L’acqua è certamente fonte di stimolo, di paure, di ansie, ma anche di benessere e piacere, lo stare in acqua richiede comunque modalità di intervento sempre ben misurate e quindi i progetti di inserimento individualizzati avranno obiettivi specifici, in relazione ai quadri personali dei soggetti e dei contesti.
L’attività è rivolta a bambini, ragazzi ed adulti con handicap psicofisico e motorio di diversa gravità ed è strutturata in due filoni ognuno dei quali ha diverse finalità.
Il primo filone “percorsi di integrazione” è rivolto a bambini ed adulti con quadri di handicap medio-lieve ed è finalizzato all’integrazione in gruppi di bambini o adulti normodotati, che svolgono attività motoria in acqua o in palestra. Le persone diversamente abili vengono inserite, a seconda della loro età, all’interno dei diversi gruppi di bambini, ragazzi o adulti che svolgono la loro attività in piscina o in palestra. Gli educatori di supporto per l’attività figure selezionate e formate con incontri periodici ed indicazioni specifiche. Ogni portatore di handicap viene inserito in un gruppo di bambini, ragazzi o adulti normodotati, con il supporto di un educatore personale che lo seguirà finchè egli non sarà in grado di essere autosufficiente nello svolgimento delle attività del gruppo stesso.
Il secondo filone è rivolto a bambini e ragazzi con quadri neuromotori gravi ed ha finalità riabilitative e propedeutiche all’inserimento nelle attività del primo filone. Questa attività è seguita direttamente da un neuro-riabilitatore, con modalità di trattamento personalizzate, il quale si avvale anche della collaborazione di una figura medica specializzata in neurologia dell’età evolutiva e psicoterapia.
Fanno parte del primo filone descritto le esperienze qui sotto riportate:
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Il PROGETTO ACQUATICITA’ e ATTIVITA’ PSICOMOTORIA del Settore Zerosei si occupa appunto della fascia da 0 a 6 anni con proposte prevalentemente di acquaticità e di attività psicomotoria (solo da 3 a 6 anni). Fino a tre anni i bambini che sono accompagnati in acqua dai genitori insieme a tutti i compagni con i loro genitori usufruiscono in uno spazio e un clima confortevole dei materiali che gli educatori propongono come provocazioni e stimoli all’attività, inoltre del coinvolgimento che un gruppo di genitori e soprattutto bambini realizza nella semplicità del condividere esperienze.
L’educatore svolge una funzione di consulente circa la realtà acquatica e le finalità “terapeutiche” sono individuate proprio nell’inserimento in gruppo, e nell’obiettivo di provare piacere nell’esperienza motoria. Dai tre anni compiuti i bambini con difficoltà vengono inseriti in gruppi dove la società si fa carico di aggiungere un educatore di sostegno al gruppo. Senza finalità tecniche e connotato dall’aspetto ludico, anche questa proposta ritrova il suo significato nell’integrazione in un gruppo che diventa di mutuo aiuto in un ambiente come l’acqua capace di realizzare livellamenti o rovesciamenti delle competenze.
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